10/12/2025 08:46    Attualità della Formazione    La scuola è una palestra in cui imparare e praticare quotidianamente i Diritti Umani

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Il 10 dicembre è la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, istituita dalle Nazioni Unite nel 1950 per commemorare l'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani avvenuta proprio il 10 dicembre 1948. Ogni anno questo appuntamento ci invita a riflettere sul valore dei diritti fondamentali e sulla loro tutela concreta nella vita quotidiana. Il tema del 2025, infatti è proprio: “Human Rights, Our Everyday Essentials”, cioè “I Diritti Umani, i Nostri Beni Essenziali Quotidiani”. Un’espressione che sembra semplice, ma racchiude un messaggio profondo: i diritti non sono un ideale astratto, ma strumenti necessari per vivere pienamente.


Nostri

I Diritti non sono qualcosa che si conquista o che viene concesso. Sono parte di noi sin dalla nascita. Ci appartengono in quanto esseri umani, senza distinzione di luogo, nome, storia personale o condizione economica. Non dipendono da ciò che facciamo, ma da ciò che siamo.

 

Beni Essenziali

Proprio perché intrinseci alla persona, i diritti sono elementi essenziali per vivere. Se vengono a mancare, non viene meno solo un beneficio: viene meno la dignità stessa, la libertà, la possibilità di crescita, scelta e realizzazione personale

 

Quotidiani

La tutela dei Diritti Umani non tocca solamente ambiti occasionali nella vita di una persona come il diritto ad un giusto processo o il diritto di voto. I Diritti Umani sono innanzitutto l’accesso all’acqua potabile, a un’alimentazione adeguata, a una casa, all’istruzione, alle cure sanitarie. Questi non sono privilegi. Dovrebbero essere la quotidianità: l’essenziale.

 

Il rispetto dei Diritti Umani comincia fra i banchi di scuola

Alla luce di queste riflessioni, il pensiero corre inevitabilmente alla scuola. È il primo luogo in cui un bambino entra a far parte di un gruppo eterogeneo, dove culture, esperienze, provenienze e credenze diverse si incontrano ogni giorno. In questo senso, la scuola dovrebbe essere una palestra di diritti, un allenamento quotidiano alla non discriminazione, all’empatia e al riconoscimento dell’uguaglianza. Qui si costruiscono le basi di quelle convinzioni fondamentali che plasmeranno cittadini consapevoli e capaci di vivere in una società inclusiva.
Quando i diritti vengono vissuti ogni giorno tra i banchi di scuola, la formazione assume un valore ancora più chiaro: non è un lusso per pochi, ma un fondamento per tutti.  L’articolo 26 della Dichiarazione Universale afferma che “ogni individuo ha diritto all’istruzione”. Non solo per imparare nozioni, ma per sviluppare pienamente la propria personalità, comprendere il mondo, partecipare alla vita sociale, prendere scelte consapevoli. L’istruzione è ciò che permette alla persona di non essere spettatrice passiva della realtà, ma protagonista del proprio cammino. 
Il tema del 2025 richiama una verità che spesso dimentichiamo: formarsi non è un privilegio, ma una condizione necessaria per progettare il proprio futuro. Un diritto che si esercita ogni giorno, attraverso il confronto, la crescita e la scoperta.