14/03/2026 08:06    Attualità della Formazione    Nel mondo dell’educazione si discute spesso di due modi diversi di insegnare. Insegnate che spiega o che affianca: quale equlibrio?

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Un dibattito sull’insegnamento

Nel mondo dell’educazione si discute spesso di due modi diversi di insegnare. Da una parte c’è il modello del “Sage on the Stage”, in cui l’insegnante spiega e gli studenti ascoltano. Dall’altra il “Guide on the Side”, espressione resa famosa dalla pedagogista Alison King, che descrive un insegnante più simile a una guida che aiuta gli studenti a scoprire e costruire le conoscenze.
Negli anni molti educatori hanno sostenuto che la lezione tradizionale non basta, perché gli studenti rischiano di restare passivi. Allo stesso tempo, altri studiosi come Paul A. Kirschner hanno mostrato che lasciare gli studenti completamente da soli nella scoperta può essere inefficace, soprattutto quando stanno imparando qualcosa di nuovo.

L’importanza della Explicit Instruction

Per questo oggi si parla molto di explicit instruction, cioè un insegnamento chiaro e strutturato. In questo approccio l’insegnante spiega i concetti in modo diretto, mostra i passaggi per capire un argomento e aiuta gli studenti a costruire una base solida di conoscenze. Questo è particolarmente importante quando si affrontano argomenti complessi: spiegazioni ben organizzate permettono agli studenti di orientarsi meglio e di non sentirsi persi davanti a troppe informazioni.

Perché serve anche l’Active Learning

Accanto alle spiegazioni, però, è fondamentale l’active learning. Significa che gli studenti partecipano attivamente al processo di apprendimento: discutono, risolvono problemi, lavorano in gruppo o applicano ciò che hanno studiato. Quando gli studenti usano le idee in modo attivo, non si limitano a memorizzare: iniziano a capire davvero come funzionano e come collegarle ad altre conoscenze.

Un apprendimento più efficace

L’insegnamento più efficace nasce quindi dall’unione di questi due elementi. Le spiegazioni chiare dell’insegnante offrono la struttura iniziale, mentre le attività attive permettono agli studenti di mettere in pratica ciò che hanno imparato. In questo modo l’insegnante non è solo chi parla davanti alla classe, né soltanto un facilitatore: diventa qualcuno che spiega, guida e crea occasioni per pensare e partecipare. Per studenti delle scuole superiori e dell’università, questo equilibrio può fare la differenza: capire bene i concetti e allo stesso tempo imparare a usarli davvero.